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Un anno di guerra in Ucraina, De Santis: 365 giorni drammatici, è necessario che la Comunità Europea lavori per la pace

276 milioni di euro di export in meno del Piemonte verso Ucraina e Russia nei primi 9 mesi del 2022 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un -37,6%. La guerra, come era prevedibile, ha impattato fortemente nei rapporti commerciali tra le imprese del Piemonte ed i due Paesi. E, ad un anno dal conflitto la preoccupazione sta in una possibile escalation. E’ necessario che la Comunità Europea lavori per la pace”. Lo afferma Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino a commento dei dati elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato.

“365 giorni drammatici –prosegue De Santis– che hanno caratterizzato negativamente l’attività delle nostre imprese: bollette per l’energia più che raddoppiate, difficoltà nel reperimento di materie prime, aumento dei costi del trasporto via container e, ovviamente, la riduzione delle esportazioni verso Russia e Ucraina che ha “fermato” il nostro manifatturiero a 458 milioni e mezzo di euro (primi 9 mesi del 2022) con un calo del 37,6%. Nello stesso periodo del 2021 avevamo esportato merci per oltre 734 milioni di euro. Un duro colpo per le nostre imprese.”

I settori dell’export: La nostra Regione verso Russia e Ucraina esporta principalmente macchinari e apparecchiature n.c.a., abbigliamento anche in pelle e pelliccia, apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche, prodotti in metallo e mobili. Tutti questi principali settori hanno registrato una forte contrazione nei primi 9 mesi del 2022 rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.  

“I primi 5 settori, che pesano per oltre il 60% di tutte le nostre esportazioni manifatturiere verso Russia e Ucraina, –spiega De Santis– sono tutti made in Italy a grande concentrazione di MPI.

Quello che ci auguriamo -conclude De Santis – è un veloce disgelo di questo clima di tensione ed un impegno ad evitare l’inasprirsi di questo conflitto. Alla politica, a tutti i livelli, chiediamo di favorire un dialogo costruttivo, evitando inutili alterazioni di un mercato internazionale già estremamente turbolento”.

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