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Legge di bilancio 2023, Dino De Santis: “Più che condivisibile la priorità al contrasto di problemi come il caro bollette, ma altri nodi sono rimasti da sciogliere come il problema dei crediti da detrazioni edilizie”

A fine anno il disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno 2023 è stato approvato anche al Senato, ponendo la fiducia. Una Manovra da 39 miliardi di euro, finanziata con 21 miliardi di maggior deficit pubblico e che vede, appunto, la maggior parte delle risorse destinate a tamponare i maggiori costi dell’energia per imprese e famiglie.

“Il nostro giudizio è nel complesso positivo sul pacchetto di norme fiscali contenuto nel testo  -afferma Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino-: dalla conferma e potenziamento dei crediti d’imposta per il caro bollette, al primo accenno ad una sorta di tassazione agevolata per chi incrementa il proprio reddito nel 2023. Soddisfatti di aver portato a casa l’innalzamento a 8.000 euro del limite di spesa per usufruire del bonus mobili per il 2023 e la conferma della detrazione del 75% per gli interventi utili ad eliminare le barriere architettoniche, anche negli edifici produttivi”.

“Sull’incremento dei limiti previsti per rientrare nei regimi fiscali del forfait e della contabilità c.d. “semplificata”, -prosegue De Santissi apprezza la volontà del Governo di rendere snella la gestione amministrativa delle imprese, ma si evidenzia come ciò sia in contrasto con la filosofia incardinata dalla riforma della “crisi d’impresa” la quale impone doverose attenzioni e responsabilità, nella gestione economica e patrimoniale delle proprie aziende, anche ai micro imprenditori con volumi d’affari molto modesti”.

“Tuttavia -continua De Santisrimane ancora da risolvere il problema dei crediti da detrazioni edilizie acquisiti dalle imprese e, di fatto, non liquidabili da queste ultime. Praticamente carta straccia. Ci attendevamo una soluzione politica a questa questione, conseguenza anche del continuo e repentino cambio in corsa delle regole. Chiediamo che via sia un compratore pubblico di ultima istanza, per quei crediti non viziati da alcun tipo di difetto perché già sottoposti a scrupolosi controlli. Oppure, almeno che sia concessa la deduzione fiscale diretta degli stessi dal reddito imponibile”.

Sempre sul fronte dell’argomento bonus edilizi De Santis esprime la necessità di una duratura stabilità normativa, con la creazione di un codice unico delle detrazioni: “Il criterio dell’estemporaneità delle regole sugli interventi edilizi va assolutamente evitato. Per quanto riguarda, infine, l’argomento incentivi agli investimenti, si comprende come non fosse l’anno giusto: la priorità è stata onestamente assegnata al contenimento dei costi energetici delle imprese e delle famiglie. Non vi è stato spazio, almeno per ora, per ottenere una riconferma dei crediti d’imposta per chi investe in beni non legati a “Industria 4.0”.

Sul fronte del lavoro, della formazione al lavoro e del credito Confartigianato Torino chiede: che venga ripristinata la decontribuzione totale, per i primi tre anni, del contratto di apprendistato applicato dalle imprese artigiane e dalle aziende fino a 9 dipendenti e una maggior apertura delle banche sulla concessione dei crediti alle micro e piccole imprese.

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