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Le infrastrutture sono necessarie per far ripartire le imprese di Torino e del Piemonte

81.389 le PMI interessate dallo sviluppo delle infrastrutture, 276.178 gli addetti. Gli investimenti si sarebbero tradotti in 13 mila occupati in più. De Santis (Confartigianato Torino): “Chiediamo alla Ministra De Micheli di finanziare e realizzare le infrastrutture in tempi ragionevoli e certi. Il Piemonte non può più attendere”

Il sistema economico del Piemonte è interessato dallo sviluppo delle infrastrutture che manifesta benefici diffusi su un’ampia platea di micro e piccole imprese. Infatti l’economia del Piemonte e del Nord Italia è caratterizzata da una elevata vocazione manifatturiera che ne orienta una maggiore esposizione alla competizione sui mercati internazionali. In Piemonte si concentra il 7,7% del PIL (2016); il 10,2% degli investimenti ai privati (2016); il 10,6% dell’export (2017-2018) e il 9,3% dell’export nei settori di MPI dell’alimentare, moda e gioielleria, legno, mobili e prodotti metallo (2017).

Il profilo economico del Piemonte e del nord Italia determina quindi una elevata domanda di infrastrutture e in particolare di quelle che consentono di valicare le Alpi ed entrare nei mercati del centro e Nord Europa.

Chiediamo alla Ministra De Micheli di finanziare e realizzare le infrastrutture in tempi ragionevoli e certi – commenta Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – Si è perso troppo tempo e nessuno può pensare di isolare il Piemonte ovvero tutto il sistema intermodale di trasporto, merci e persone, i collegamenti con aeroporti, con la Francia e con la Liguria. Voglio ricordare che i maggiori partner  per le esportazioni non possono prescindere, per continuare ad esserlo, dal fatto che la filiera logistica sia lineare, fluida e ininterrotta.”

Nel complesso in Italia sono interessate allo sviluppo infrastrutturale le 1.006.749 piccole imprese del manifatturiero, costruzioni e trasporto e logistica, pari a oltre un quinto (22,9%) del totale delle imprese nazionali.

Oltre la metà (53,6%) delle imprese del perimetro delineato sono localizzate al Nord e da sole le quattro principali regioni esportatrici – Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto –  ne concentrano il 46,65% (anno di riferimento 2016).

In Piemonte le piccole imprese interessate dallo sviluppo delle infrastrutture sono 81.389 (quarto posto della classifica regionale) così suddivise: 29.321 manifatturiero; 43.848 costruzioni; 8.220 trasporto e magazzinaggio; 6.992 logistica (anno 2016).

 A livello provinciale le piccole imprese interessate allo sviluppo delle infrastrutture sono così suddivise: Torino 38.997; Cuneo 13.617; Alessandria 8.088; Novara 6.447; Asti 4.493; Biella 3.593; Verbano-Cusio-Ossola 3.103 e Vercelli 3.051.

Gli addetti delle piccole imprese interessate dallo sviluppo delle infrastrutture in Piemonte sono 276.178 così suddivisi: Torino 129.650; Cuneo 46.786; Alessandria 27.573; Novara 24.788; Asti 14.333; Biella 12.750; Vercelli 10.182 e Verbano- Cusio-Ossola 10.116 (anno 2016).

Vogliamo dare voce alle imprese del Piemonte che chiedono le opere grandi e piccole, manutenzioni, tutto ciò che serve alla vita e al lavoro dei piemontesi.  – continua De Santis -Purtroppo in Piemonte come nel resto d’Italia manca un piano di sviluppo infrastrutturale e l’Italia non può permettersi di fermarsi in un’attesa infinita. Se non c’è sviluppo per le piccole imprese non c’è sviluppo per il Piemonte e per il Paese, non si creano lavoro, reddito e investimenti”.

Un’analisi controfattuale evidenzia che in Italia se tra il 2010 ed il 2017 si fosse mantenuta una incidenza sul PIL degli investimenti pubblici in Costruzioni pari alla media del quinquennio 2005-2009, nel 2017 si sarebbero registrati 122mila occupati in più nel settore dell’edilizia ed installazione di impianti e il calo degli occupati registrato dal settore (-501 mila unità) si sarebbe ridotto del 24,3%.

A livello ripartizionale la maggior riduzione relativa del calo osservato per l’occupazione delle costruzioni ipotizzabile con maggiori investimenti in costruzioni è il 26,5% del nord-est con riduzione del calo effettivo di 31 mila unità. In particolare i maggiori investimenti si sarebbero tradotti in 13 mila occupati in più in Piemonte e 13 mila per la Lombardia.

La realizzazione della TAV – conclude De Santis –  è in grado, inoltre, di garantire e implementare posti di lavoro nel comparto delle costruzioni, trasporti e logistica, i settori che più di altri hanno vissuto in questi ultimi anni di crisi lo stillicidio delle  imprese, e permettere il passaggio delle merci in sicurezza, con tempi più veloci e con un minor impatto ambientale”.

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