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In arrivo semplificazioni per le imprese, Dino De Santis: “Sia vera svolta per una Pa efficiente”

In arrivo (entro febbraio) un pacchetto di interventi del Ministero della Pubblica Amministrazione su autorizzazioni, modulistica, riduzione dei tempi, silenzio-assenso a beneficio delle attività produttive, l’edilizia (con la semplificazione di Suap e Sue) e l’artigianato. Lo ha annunciato il Ministro Paolo Zangrillo, sostenendo che la semplificazione sarà inserita un decreto legislativo in preparazione.

“Attendiamo di conoscere nei dettagli le misure annunciate dal Ministro della Pubblica -afferma Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino -, ma è una buona notizia che si intenda intervenire nella semplificazione delle autorizzazioni, della modulistica, nella riduzione dei tempi e nella perentorietà dei termini. Tra le attività che si potranno avviare con “burocrazia zero” ci sono tutte quelle legate all’edilizia, come idraulici, muratori, carpentieri, ma anche falegnami, ebanisti, fabbri, tornitori, decoratori, restauratori. E poi i riparatori di elettrodomestici, le piccole sartorie, i calzolai. “

Secondo una recente ricerca di Confartigianato, per districarsi tra scadenze e adempimenti al titolare di un’azienda di dimensioni ridotte servono 238 ore l’anno, 56 ore in più rispetto alla media dei Paesi Ocse.

Alcuni esempi: per ottenere l’autorizzazione ad installare una tenda esterna ad un laboratorio artigiano in centro storico occorrono l’autorizzazione comunale (Scia), il documento valutazione dei rischi e relativi allegati tra cui, in alcuni casi, anche l’accertamento compatibilità paesaggistica, autorizzazione paesaggistica. II tutto si traduce in 1,42 chili di documentazione da presentare su carta e su supporto magnetico. Costo per prestazioni professionali circa 1.500 euro. Per una pratica di sportello unico per inizio attività di fabbro ci si scontra invece con una realtà se possibile peggiore: relazione tecnica sul ciclo produttivo, relazione impatto acustico previsionale e definitivo, autorizzazione emissioni in atmosfera, autorizzazione agli scarichi, valutazione dei rischi. Tutto in duplice copia per un totale di 1,95 chili di carta e costi professionali per circa 5.000 euro. E se al fabbro venisse in mente di assumere un apprendista si dovrà armare di pazienza e soldi: occorre aggiungere altri 2.500 euro relativi ad altri adempimenti: corso da responsabile della sicurezza di 48 ore; corso per primo soccorso da 16 ore; corso antincendio da 8 ore; corso da tutor da 16 ore. E ancora: predisposizione di un documento per la valutazione rischi che deve contenere la fonometria fatta da un tecnico, un esame vibrazioni fatto da un tecnico, analisi sostanze chimiche e polveri presenti nell’ambiente di lavoro fatta da un tecnico, altri adempimenti che possono variare a seconda delle attrezzature utilizzate e delle lavorazioni effettuate nel laboratorio.

Sempre secondo uno studio di Confartigianato, in Italia occorrono in media 815 giorni (circa 2 anni e 3 mesi) per completare l’iter di un appalto pubblico tipo riasfaltatura di 20 chilometri di una strada a doppia corsia. Un appalto semplice (almeno sulla carta) perché senza lavori accessori né successivi all’esecuzione. Una durata, dalla pubblicità del bando di gara al termine dei lavori, comprendendo il pagamento dell’impresa appaltatrice, che supera di 7 mesi i 605 giorni rilevati in media nell’Ue a 27 e colloca il nostro Paese al penultimo posto nell’Unione europea. Ci supera soltanto la Grecia dove il ciclo di vita dell’appalto è di 1.120 giorni.

Lo snellimento delle procedure burocratiche è uno dei target affidati dal Pnrr al dicastero della Pubblica amministrazione. L’obiettivo finale è quello di arrivare allo sfoltimento e alla semplificazione di ben 600 procedure entro il 2026, l’anno entro cui il Pnrr dovrà essere completato. Zangrillo, tuttavia, ha dato mandato ai suoi uffici di procedere con degli step intermedi. Entro il prossimo mese, dunque, saranno definite circa 30 procedure di semplificazione amministrative. Ma si tratterà solo del primo passo. Entro la fine dell’anno l’intenzione è di portare il numero delle procedure semplificate” fino a 100.

“Il ‘pacchetto’ di semplificazioni – spiega De Santis – ci fa ben sperare nella semplicità di avvio e di gestione dell’attività d’impresa e in una comunicazione più fluida e diretta tra gli imprenditori e gli uffici pubblici, a patto che la semplificazione non aggiunga una ragnatela di nuove procedure burocratiche. Per le imprese significherebbe risparmiare tempo e denaro. Digitalizzazione delle comunicazioni tra imprese e Pa, interazione delle banche dati pubbliche, standardizzazione delle procedure sono le parole d’ordine per combattere davvero la malaburocrazia e semplificare la vita degli imprenditori”.

“Ovviamente –conclude De Santis– semplificazione burocratica non significa deregulation e non deve essere semplicistica. Nel senso che lo snellimento di inutile e costosa burocrazia non fa venire meno la necessità di garantire gli indispensabili requisiti di qualificazione professionale per svolgere molte attività imprenditoriali. Da sempre riteniamo che una P.A. rapida ed efficiente, capace di stare al passo con gli imprenditori è una delle condizioni essenziali per favorire lo svolgimento delle attività economiche, consentire ai giovani di mettersi in proprio, essere attrattivi per gli investitori.”

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