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Export PMI Piemontesi: Piemonte al primo posto con +9,1%

Secondo uno studio di Confartigianato, nel 2015 l’export delle medie e piccole imprese (MPI) raggiunge il massimo storico di 115,9 miliardi di euro, pari al 7,1% del Pil, e rispetto all’anno precedente segna una crescita di 4,349 milioni di euro, pari al +3,9%.

L’analisi dei dati per territorio delle esportazioni nei settori delle MPI nel 2015 evidenzia che l’80,1% dell’export nei settori in esame si concentra in cinque regioni: la prima è la Lombardia con il 25,0%, mentre il Piemonte si posiziona al quinto posto con il 9,1% (pari a 10.492 milioni).

Per le cinque principali regioni esportatrici si osserva una dinamica superiore rispetto alla media del +3,9%: al primo posto il Piemonte con +9,7%, segue l’Emilia Romagna con il +4,9% e il Veneto con il +4,8%.

Tra le trentatre principali province con una quota superiore o uguale all’1% dell’export di MPI, ventinove sono in crescita e 19 crescono più della media (+3,9%): nel dettaglio la miglior performance si registra ad Alessandria (22,1%), seguita da Belluno (12,2%), Napoli (10,8%), Bolzano (9,7%), Lecco (9,1%), mentreTorino con l’8,0% si posiziona al sesto posto della classifica.

A marzo 2016 l’Italia conta 283 prodotti DOP, IGP e STG ed è il primo tra i 26 Paesi europei per specialità agroalimentare riconosciute e tutelate dall’Unione Europea: tra questi 21 sono prodotti del Piemonte.

“Questi dati confermano che il rilancio dell’economia italiana comincia dalle piccole imprese – commenta il Presidente di Confartigianato Torino, Dino De Santis –la vocazione all’export  è uno dei tanti punti di forza dell’artigianato e delle piccole imprese che, nonostante la crisi, sanno conquistare i mercati esteri con l’alta qualità dei prodotti made in Italy e costituiscono una componente fondamentale dell’economia italiana. In particolare rappresenta un dato molto significativo per il nostro territorio il fatto che la dinamica dell’export in Piemonte e a Torino risulta superiore alla media nazionale, una grande vitalità che ci rende un po’ più ottimisti. Che Italia e che Piemonte sarebbero senza le piccole imprese? E’ ora di pensarci e di passare ad azioni concrete per liberare le piccole imprese dai troppi costi e dai troppi ostacoli che ne comprimono le potenzialità e valorizzare il patrimonio produttivo che rappresentano”.

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