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De Santis (Presidente Confartigianato Torino): “Abrogare subito l’obbligo SOA: penalizza le Pmi”

Per l’edilizia arriva l’ennesima mazzata burocratica. Dal primo gennaio, infatti, tutti i contratti nelle costruzioni con valore superiore a 516mila euro che beneficiano di incentivi fiscali, in primis quelli privati ovvero quelli legati a bonus, incentivi e superbonus 110%, potranno essere sottoscritti solo da imprese in possesso della certificazione SOA.

Per Confartigianato, l’obbligo della Società Organismo di Attestazione rappresenta una barriera nei confronti delle imprese artigiane e una evidente lesione della libera concorrenza oltre ad essere un irragionevole aggravio burocratico. Per questo, l’Associazione Artigiana, con altre sigle che rappresentano e tutelano le piccole e medie imprese italiane, hanno scritto una lettera al Ministro delle Infrastrutture Salvini per chiedere l’abrogazione di questo obbligo.

“Finora le attestazioni SOA erano richieste solo per la partecipazione agli appalti pubblici – spiega Enrico Sacchi, referente edilizia di Confartigianato Torino – con il decreto-legge n.51 del mese di maggio 2022, invece, l’obbligo dell’attestazione è stato introdotto anche per le imprese che operano nel mercato dei bonus edilizi, quindi nei contratti tra privati. Se pensiamo che una semplice ristrutturazione di un condominio vale circa 850 mila euro, possiamo farci una idea concreta”.

Per questo, dal 1° gennaio 2023 fino al 30 giugno 2023 – continua Sacchi – l’esecuzione dei lavori di importo superiore ai 516mila euro e per i quali è possibile accedere alle agevolazioni fiscali (Superbonus 110%, Ecobonus, Bonus ristrutturazione e altri) dovrà essere affidata ad imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto, siano in possesso dell’attestazione SOA oppure a imprese che, al momento della sottoscrizione del contratto di appalto hanno avviato la sottoscrizione di un contratto finalizzato al rilascio dell’attestazione SOA”.

Confartigianato Torino sottolinea che imporre alle imprese, anche operanti in subappalto, il possesso di una qualificazione rilasciata da appositi soggetti attestatori provocherà una decimazione del mercato.

“Questa norma, di fatto -commenta Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino – consentirà di lavorare solo a una minima parte delle imprese che attualmente stanno lavorando. Se teniamo conto che su oltre 50.000 imprese artigiane piemontesi operanti nel comparto delle costruzioni e dell’impiantistica sono solo 1.223 quelle iscritte per le categorie interessate  possiamo capire il danno  e, inoltre, se teniamo conto che l’importo medio dei lavori nei condomini è superiore al tetto massimo consentito per operare senza attestazione SOA, il rischio è che quasi tutte le imprese, che oggi lavorano con le ristrutturazioni con lavori oltre la soglia, saranno impossibilitate a continuare”.

Per il comparto è l’ennesima complicazione burocratica che arriva dopo lo stillicidio di modifiche normative legate ai bonus e soprattutto al superbonus 110%. Un vero incubo per imprese, professionisti, amministratori di condomini e famiglie. Una recente analisi dell’Associazione Artigiana delinea una ragnatela burocratica di 224 interventi su detrazioni fiscali edilizie e superbonus: nel dettaglio si tratta di 29 interventi legislativi distribuiti su 16 differenti leggi, decreti legge e decreti ministeriali, di cui 24 solo nell’ultimo anno equivalente ad 1 modifica legislativa ogni 16 giorni. Inoltre, si sommano 9 provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle entrate e 186 documenti di prassi, costituiti da 6 circolari, 4 risoluzioni, 157 risposte ad interpello e 19 FAQ.

Se gli obiettivi della nuova disciplina potrebbero essere condivisibili, la soluzione adottata è del tutto inappropriata e suscita numerose perplessità in termini di efficacia perché non giustifica la trasposizione del sistema di qualificazione delle imprese dal settore pubblico a quello privato – prosegue Sacchi dopo oltre 20 anni di operatività, l’obbligo SOA negli appalti pubblici non ha dimostrato il raggiungimento dei declamati indici di qualificazione del mercato. L’obbligo SOA, inoltre, non è efficace per contrastare il fenomeno delle imprese fantasma e si ricorda che nel nostro ordinamento esistono già dispositivi come il DURC, la congruità e i controlli in grado di rimediare alle condotte fraudolente ed inoltre è un obbligo che non dà garanzie al consumatore sul livello di professionalità dell’impresa ma solo sulla esperienza e possesso delle attrezzature idonee a fare quel lavoro”.

“È tempo di prevedere, piuttosto – conclude De Santis– un rigoroso sistema di verifica dei titoli volti ad autorizzare l’ingresso nel mercato. Da anni, chiediamo una legge di regolamentazione del settore dell’edilizia sulla quale confrontarsi. Detto questo, siamo favorevoli che l’accesso al sistema dei bonus debba restare subordinato al superamento di una serie di scrupolosi accertamenti, parte dei quali affidati a professionisti abilitati”.

 

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