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De Santis: “Gli Italiani hanno dato un mandato chiaro, ripartire dalle richieste delle piccole imprese e dei territori che rappresentano”

Gli Italiani hanno votato ed il mandato è chiarissimo. Ora serve stabilità e concentrarsi sui problemi. Diciamo basta con i giochi di palazzo. Le emergenze economiche e sociali che stiamo vivendo richiedono tempi strettissimi per l’avvio della prossima legislatura e il varo del nuovo Governo per ripartire dalle richieste delle piccole imprese, che rappresentano il 99,3% del tessuto produttivo piemontese, dei loro dipendenti e dei territori in cui operano: proseguire con il PNRR e le riforme ad esso collegate, Giustizia, Fisco e Appalti, un fisco più leggero e meno burocratico e aiuti straordinari per energia e materie prime”.

Questo il commento di Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino, alla luce dei risultati delle elezioni.

“Appena formato il nuovo Governo –prosegue De Santis – saremo disponibili ad incontrare tutti coloro che vorranno intraprendere con noi un dialogo collaborativo e di costruzione di un percorso che veda le attività produttive sempre al centro di ogni ragionamento di sviluppo in Italia e nel nostro territorio. Le aziende che rappresentiamo hanno bisogno di un forte interesse da parte dei parlamentari locali che si accingono ad affrontare una nuova legislatura nei prossimi anni”.

“Ribadiamo le richieste che abbiamo fatto –afferma De Santis– con il nostro documento “Costruiamo insieme il futuro del Paese – Le 10 proposte di Confartigianato”. A partire dalla assoluta necessità di avere un governo stabile per cinque anni. Serve un governo di legislatura, possibile grazie alla ampia legittimazione popolare ottenuta. La stabilità infatti è anche un tema di credibilità internazionale e un tema economico. Seconda priorità la conferma di tutti gli obiettivi del PNRR e quindi delle riforme ad esso collegate: giustizia, appalti e fisco. Quest’ultima in particolare deve portare ad un fisco semplice e leggero, visto che oggi cittadini e imprenditori pagano 32,8 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media dell’Eurozona, inscindibile dall’efficientamento della macchina burocratica, poiché oggi l’Italia è al 24° posto nell’Ue per la qualità dei servizi pubblici e soltanto il 28% delle amministrazioni locali gestisce completamente pratiche on line. Terza priorità, il caro-energia. Emergenza che dovrà essere affrontata per prima in continuità con le azioni calmieratrici già messe in campo dal Governo Draghi.”

“Abbiamo apprezzato lo sforzo messo in campo in questo periodo -sottolinea De Santis-, ma ne dobbiamo lamentare l’assoluta insufficienza. Per l’immediato serve prevedere un credito d’imposta reale del 50%, ma calcolato su tutto il 2022, e non da applicare per i conteggi al solo periodo primaverile dove i consumi del gas sono in buona parte delle imprese molto bassi ed intervenire sulla composizione tariffaria con una misura strutturale di riduzione degli oneri generali in bolletta e il loro finanziamento mediante altre forme di gettito”.

È fondamentale – conclude De Santis-, oltre a proseguire nella pressione verso la UE affinché si trovi una intesa su un “price cap”, puntare all’autoproduzione energetica per mettere al riparo il sistema produttivo dalle oscillazioni del mercato e dalle speculazioni sul costo dell’energia. Per questo, servono incentivi per le imprese che vogliono installare pannelli fotovoltaici sui tetti dei loro capannoni. In tema di comunità energetiche occorre accelerare e completare la normativa che le riguarda. Questo rafforzamento degli incentivi green potenzierebbe anche la politica ecologica intrapresa in questi anni dal nostro Paese, attraverso i bonus edilizi per la riqualificazione energetica degli edifici”.

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