fbpx

Conflitto Ucraina Russia – De Santis: “Momento preoccupante, sta venendo meno la fiducia recuperata a fatica dopo dopo due anni di pandemia. Necessario rifinanziare gli ammortizzatori sociali per i dipendenti delle piccole imprese”

Gli effetti del conflitto ucraino-russo, a causa dei rincari delle materie prime, dell’energia e dei carburanti, gas, petrolio, grano e alluminio, stanno mettendo sotto pressione oltre 62mila imprese del Piemonte e circa 205mila addetti, rischiando cosi di compromettere la ripresa delle aziende piemontesi.

A lanciare l’allarme è l’analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, che si focalizza sulle “imprese in prima linea per l’impatto della guerra nel centro Europa”.

L’export verso la Russia e l’Ucraina colpiscono 2.019 MPI con 19.507 addetti. 

“Le imprese sono al collasso perché non si aspettavano questo ulteriore aumento di costi fissi in tema di energia e di gas: alcune stanno valutando di interrompere le produzioni perché conviene fermarsi piuttosto che lavorare in perdita: il momento è difficilissimo – commenta Dino De Santis, presidente di Confartigianato Torino – al caro carburante, all’aumento dei costi in bolletta, alla difficoltà nel reperimento e all’aumento dei costi delle materie prime, agli effetti sulla nostra economia delle sanzioni imposte alla Russia, si aggiunge un elemento estremamente preoccupante: sta venendo meno quel clima di fiducia che, tra mille fatiche, gli imprenditori erano riusciti a recuperare, dopo due anni di pandemia in cui hanno fatto il possibile per reggere l’onda d’urto della crisi”.

“Purtroppo – continua De Santis – se da un lato stiamo uscendo dalla pandemia e dal virus, dall’altro stiamo entrando in una pandemia economica. Proprio quando l’economia italiana si stava riprendendo, ora si crea un ulteriore deficit per il nostro Paese, per il nostro territorio perché, non dobbiamo mai dimenticarlo, per effetto dell’economia globale, molte aziende lavorano, o sono direttamente collegate, con tanti Paesi dell’est”.

“Per questo, è assolutamente necessario che venga rifinanziato l’ammortizzatore straordinario per le imprese artigiane – aggiunge De Santis – prima che gli effetti della guerra in Ucraina si scarichino sulle aziende. Il rischio che il combinato disposto dell’aumento dei costi energetici, di quello delle materie prime e della riduzione degli ordini da parte dei committenti dovuti alle crescenti tensioni internazionali, vada a impattare su tutto il sistema economico, è veramente alto. Chiediamo inoltre che il sistema bancario faccia la sua parte supportando le imprese che stanno seriamente rischiando la chiusura”.

Scarica il comunicato stampa:

Iscriviti alla newsletter

Informazioni utili, aggiornamenti su scadenze e agevolazioni fiscali, eventi e molto altro.