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Autodichiarazione Aiuti di Stato. De Santis: “Va abolito il paradosso di obbligare a comunicare alla PA…quanto ricevuto dalla PA stessa”

“La semplificazione fiscale? Obiettivo tanto invocato e proclamato nel recente passato, è una “chimera” e ogni atto concreto del Governo va nella direzione opposta”.

La considerazione arriva da Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino che spiega: “l’ultimo esempio è l’introduzione, già un anno fa a mezzo decreto, di un nuovo e ridondante doppio e complicato obbligo comunicativo degli aiuti di Stato ricevuti durante la pandemia. Più precisamente, si tratta della presentazione di una dichiarazione sostitutiva che le imprese che hanno ricevuto aiuti di Stato durante l’emergenza Covid-19 devono inviare all’Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno prossimo, a meno che non ci sia una proroga con il Decreto legge sulle semplificazioni fiscali”.

“La finalità di questo lampante aumento della pressione burocratica – prosegue De Santis– è quella di attestare che l’importo complessivo dei sostegni economici ricevuti non superi i limiti massimi indicati nella Comunicazione della Commissione europea “Temporary Framework” e il rispetto delle varie condizioni previste. Ma il fatto che più crea sgomento è che si tratta anche di dati già comunicati all’Agenzia delle Entrate nei mesi precedenti, in occasione della presentazione delle dichiarazioni dei redditi”.

Come se non bastasse-aggiunge De Santis- risulta ancora in piedi un adempimento praticamente gemello, sempre con scadenza 30 giugno, e di cui abbiamo già chiesto da tempo la cancellazione o il drastico ridimensionamento: la comunicazione delle sovvenzioni e contributi pubblici ricevuti, (ossia, quanto imposto dal comma 125 e seguenti dell’articolo 1 della legge n. 124 del 2017 e dall’ art. 10 decreto 31 maggio 2017, n. 115, secondo cui va comunicato alla PA…quanto ricevuto dalla PA stessa).

“Ricordiamo che l’obiettivo di un miglior coordinamento dei dati già in possesso degli enti pubblici è fra quelli del PNRR – continua De Santis– secondo cui un ente pubblico dovrebbe evitare di richiedere al cittadino informazioni già possedute da altre amministrazioni”.

A peggiorare il quadro va aggiunto che, sempre per fine giugno, le imprese e gli intermediari saranno alle prese anche con altre scadenze di carattere “fiscale”: dotazione di POS per evitare le sanzioni per mancata “messa a disposizione” della clientela dello strumento di pagamento, l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica per i forfettari, le nuove modalità telematiche con cui comunicare le operazioni commerciali con l’estero, la dichiarazione IMU, il pagamento del saldo delle imposte per il 2021 e l’acconto per quelle del 2022.

Confartigianato Torino lancia un appello alla classe politica -conclude De Santis-. Sia previsto il prima possibile almeno uno slittamento di quegli adempimenti che, seppur realizzati fra qualche mese, non comporterebbero danni all’erario. Uno su tutti fra quelli nominati, proprio l’autodichiarazione degli aiuti di Stato ricevuti nel corso della pandemia”. 

Scarica il comunicato stampa:

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