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Consumi deboli, ma a Pasqua vince la qualità, grazie all’offerta di quasi 1500 imprese artigiane solo su Torino

I consumi tipici del periodo di Pasqua sono caratterizzati dai prodotti della tradizione, in particolare del comparto dolciario, un settore ad elevata vocazione artigianale. In Italia sono interessate dai consumi tipici dei dolci pasquali oltre 54 mila pasticcerie e imprese del settore dolciario – comparto che include pasticceria fresca, gelati, biscotti, cacao, cioccolato, confetteria, etc. – con una alta vocazione artigianale: sono oltre 38 mila le imprese artigiane, che rappresentano il 71,0% delle imprese totali del settore.

Per quanto riguarda invece la città di Torino, le pasticcerie e le imprese del settore dolciario totali sono 1.895, e scendono a 1.434 se si considerano solo quelle artigianali, con una percentuale quindi del 75,7% dell’artigianato sul totale.

Questo fa di Torino la quarta città italiana per numero di pasticcerie e imprese del dolciario totali (al primo posto Roma con 2.936 imprese, segue Napoli al secondo con 2.899 e Milano al terzo con 2.177).

Ma soprattutto, se si considerano le pasticcerie e le imprese dolciarie dell’artigianato, Torino sale addirittura in seconda posizione, con le 1.434 unità già citate sopra, dietro solo a Napoli che ne conta 1.690. Roma e Milano seguono invece rispettivamente in terza (1.294) e quarta (1.276) posizione, in quanto possiedono molte più imprese e pasticcerie non artigianali.

In merito invece all’incidenza % dell’artigianato sul totale delle pasticcerie e delle imprese dolciarie, Torino, con il suo 75,7% riportato in precedenza si colloca al 49esimo posto tra tutte le provincie italiane; risultato decisamente positivo se si considera la grandezza della città (le prime posizioni di questa classifica sono ricoperte da città di dimensioni minori come rispettivamente: 1) Sondrio, 2) Gorizia, 3) Vibo Valentia 4) Cuneo etc.)

Le prime tre città per numero di imprese totali viste prima sono addirittura al 100esimo posto (Milano), 102esimo (Napoli) e in ultima posizione (Roma).

Questo dimostra come Torino possieda un alto grado di artigianalità in questo settore, rispetto alle altre città italiane di simili dimensioni.

Artigianalità che nel caso delle pasticcerie torinesi conta ben 557 unità (su 741 pasticcerie totali) mentre in quello delle imprese del settore dolciario conta 877 unità artigiane su 1.154 totali.

 

Il contesto economico

Il contesto in cui operano le imprese del comparto dolciario è caratterizzato da incertezze e da una  stazionarietà (-0,1% nel quarto trimestre) dei consumi di beni non durevoli, seppur in miglioramento rispetto ai due trimestri precedenti.

Il ‘dolce’ rientro dell’inflazione nella pasticceria – Nonostante il persistere di alcune tensioni sui prezzi delle materie prime, si osserva un deciso rallentamento della dinamica dei prezzi della pasticceria. Per il prezzo alla produzione dello zucchero nel 2023 si è registrato un aumento del 28,4% su base annua, mentre le quotazioni del cacao sui mercati internazionali a febbraio 2024 sono più che raddoppiate (+107,9%) rispetto ad un anno prima. Queste pressioni sui costi, anche grazie all’utilizzo di materie prime acquistate con prezzi più contenuti, non hanno ricadute pesanti sui prezzi al consumo che, per la pasticceria, sono in ‘dolce’ rallentamento. A febbraio 2024 i prezzi al consumo dei prodotti alimentari  salgono del +4,0% mentre i prezzi dei prodotti di pasticceria fresca registrano un ritmo di crescita più attenuato, fermandosi al +3,3%, in discesa rispetto al +3,9% di gennaio e al +4,2% di dicembre 2023.

Nei due anni di guerra in Ucraina, nonostante il sovrapporsi di una crescente incertezza e la pressione dei costi energetici, i  prezzi della pasticceria fresca nel 2024 (media ultimi dodici mesi a febbraio) sono cresciuti del 10,9%, tre punti  e mezzo in meno del tasso di inflazione (+14,4%), meno della metà dei prezzi dei prodotti alimentari (+21,2%) e dei prezzi della pasticceria confezionata (+23,6%).

Sulla tavola di Pasqua con oltre 5mila prodotti della tradizione – Anche i consumi tipici della Pasqua sono caratterizzati dai  biodiversità della produzione agroalimentare italiana ad elevata vocazione artigianale che, grazie alla ricchezza delle varie culture presenti nel nostro Paese, si declina in 5.547 prodotti agroalimentari tradizionali monitorati dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo.

Per tipologia dei prodotti, primeggiano le paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria con 1.639 prodotti, pari al 29,5% del totale, seguiti da 1.597 Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati, pari al 28,8% del totale: queste due tipologie di prodotti concentrano ben il 58,3% del totale.

Fonte: Ufficio Studi Confartigianato Imprese con Osservatori MPI Confartigianato Lombardia – “Appendice statistica ‘Pasticcerie e imprese del settore dolciario nel 2023 per regione e provincia’- Pasqua 2024

 

PASTICCERIE E IMPRESE DEL SETTORE DOLCIARIO

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