Nuova sede per Confartigianato Torino: un momento di festa e di riflessione

Articolo del 26-03-2019 in Categorie condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Google+

Una nuova sede per guardare al futuro e per festeggiare i 70 anni di Confartigianato Torino. Ma anche l’occasione per fare il punto, con un occhio al passato e uno sguardo al futuro, dopo il taglio del nastro e la benedizione di Don Luca Ramello che si è soffermato su tre parole chiave che legano le Sacre Scritture agli artigiani: sognare, lavoro e cooperazione. Questo, e tanto altro, l’evento che si è svolto lo scorso 19 marzo alla presenza dell’assessora regionale alle Attività produttive Giuseppina De Santis, all’assessore comunale al Commercio Alberto Sacco, al Segretario della Camera di Commercio Guido Bolatto, al Presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti, al segretario regionale Carlo Napoli, ai vertici provinciali di Confartigianato Piemonte e agli esponenti delle associazioni datoriali del territorio e di altri portatori di interesse.

“Da qui proseguiamo il cammino iniziato nel 1949 nonostante le difficoltà e il declino della nostra Torino”. Con queste parole Dino De Santis, Presidente di Confartigianato Torino prova a guardare oltre la crisi che colpisce in particolar modo il comparto artigiano. “Schiena dritta, taci e tira. Questo è sempre stato il nostro motto. Sono i principi della nostra associazione e lo saranno sempre, pur stando al passo con i tempi”. Quindi l’affondo: “Questo nuovo anno non è partito bene per i piccoli imprenditori, anche se la chiamano recessione tecnica ma dalla politica arrivano messaggi sempre più ambigui e meno chiari: serve ascolto reciproco e la parte politica non può sottrarsi ad intermittenza. Dobbiamo essere nelle condizioni di programmare e i tempi della politica non corrispondono a quelli delle imprese”.

 “Lo dimostra il bando Telt – ha proseguito – dove ha prevalso solo l’astuzia politica che ha permesso a tutte le componenti del Governo di dire che hanno ottenuto il risultato che volevano. Noi ribadiamo il nostro appoggio al progetto TAV, che dovrà vedere il territorio torinese come protagonista”. E ha concluso con orgoglio: “In un’epoca di grave crisi e di indebolimento dei corpi intermedi, vogliamo difendere il valore di appartenere ad un’organizzazione che rappresenta migliaia di piccoli imprenditori”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Giovanna Pilotti, coordinatrice di Confartigianato Torino: “L’inaugurazione di questa nuova sede ha per me un significato molto particolare, perché coincide con l’assunzione da parte mia dell’incarico di Coordinatrice della nostra Associazione. È una sfida impegnativa ma affascinante quella che ho assunto: in questi 40 anni di lavoro all’interno di Confartigianato sono stata testimone dei grandi cambiamenti che hanno attraversato, direi rivoluzionato, il mondo degli artigiani. Abbiamo dovuto fare i conti con crisi e trasformazioni  – ha continuato – La crisi dell’economia reale, la trasformazione del lavoro, le nuove tecnologie, le difficoltà dell’associazionismo di categoria e dei corpi intermedi.” E ha proseguito con piglio: “aprire una nuova sede vuol dire anche lanciare un messaggio di resistenza e di ottimismo: anche se viviamo in una società ‘liquida’ che tende a disarticolare tutti i rapporti e tutte le reti sociali, non è vero che la ‘disintermediazione’ sia un destino ineludibile. Noi oggi abbiamo bisogno di più intermediazione, di più rappresentanza. I servizi sono un parte fondamentale della nostra mission perché l’artigiano ed il piccolo imprenditore non può da solo affrontare la complessità delle normative e la giungla della burocrazia ha bisogno di essere assistito, di essere affiancato e guidato.”  “Ma Confartigianato non è solo una ‘centrale’ di servizi. – ha concluso – È prima di tutto un’associazione, ovvero una comunità.”

L’incipit dell’intervento dell’assessora alle Attività produttive della Regione Piemonte Giuseppina De Santis è segnato dalla preoccupazione per le vicende politiche che riguardano l’Italia, ma anche L’Inghilterra per via della Brexit: “Quello che dobbiamo fare è assumerci le responsabilità pronti a risponderne e a metterle in discussione, cooperando, cioè lavorando insieme, come ha ricordato Don Luca Ramello, invece assistiamo a tribù che lavorano una contro l’altra.” “Come Regione – ha proseguito – abbiamo ereditato una situazione economica in deficit, in questi anni abbiamo riordinato i conti e abbiamo dato agibilità al Piemonte. Voglio ricordare e annunciare che nelle prossime settimane partirà un nuovo bando a sostegno degli investimenti per le piccole imprese”.

Alberto Sacco, assessore al Commercio della Città di Torino nel suo breve saluto, ammorbidisce i toni dopo l’ultimo incontro-scontro tra il Comune e parti datoriali sulla spinosa questione della Ztl: “E’ sempre un confronto positivo e costruttivo quello con Confartigianato: La nuova sede è un investimento importante e anche noi cercheremo di contribuire alle condizioni per far lavorare al meglio il vostro settore”.

E’ toccato a Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato chiudere i lavori, sottolineando “la forte ispirazione cattolica della nostra associazione che da sempre fa un gran lavoro nel mondo del lavoro, della scuola e della sanità, nonostante le poche risorse a disposizione”. E ha lanciato un appello alla politica che: “deve fidarsi dei corpi intermedi, noi siamo pronti a confrontarci con la classe politica attuale, che può piacere o non piacere, ma qualcosa di buono per le nostre aziende nella nuova finanziaria c’è e, anche, l’ascolto da parte del Governo sembra esserci, rispetto al passato. Vediamo se sono solo promesse in vista delle prossime Europee”.

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