Bonus Piemonte: contributi a fondo perduto per imprese

Articolo del 29-05-2020 in Categorie condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Google+

E’ diventato legge il BonusPiemonte, il contributo a fondo perduto predisposto dalla Regione per sostenere imprese colpite dalla chiusura dovuta all’emergenza Coronavirus. Tutti i destinatari identificati dal provvedimento riceveranno da FinPiemonte una comunicazione via PEC, e pochi giorni dopo averne dato risposta la somma sarà accreditata sul conto corrente.

Qui l’elenco dei codici Ateco dei beneficiari. 

Si ricorda che hanno diritto al Bonus le aziende:

  • attive
  • con la sede legale in Piemonte
  • con il codice ateco prevalente o il codice ateco primario della sede legale indicato tra quelli in elenco (il prevalente è definito per l’intera l’impresa, individua l’attività prevalente sul fatturato e si trova indicato sulla prima pagina della visura camerale mentre il primario è relativo a ciascuna sede/unità locale dell’impresa e ne individua l’attività principale)
  • iscritte nelle pertinenti sezioni del Registro delle imprese istituito presso la CCIAA territorialmente competente

QUI le istruzioni per ricevere il Bonus Piemonte una volta ricevuta la PEC da Regione Piemonte con l’indicazione del link specifico a cui collegarsi, dalla medesima pagina è possibile verificare di essere tra i beneficiari del Bonus e, se sprovvisti di PEC funzionante, indicare altro indirizzo e-mail per ricevere la comunicazione.

Per accedere al sistema si possono utilizzare una delle seguenti credenziali di autentificazione digitale:

  • SPID – Sistema Pubblico di Identità Digitale: attivabile consultando https://www.spid.gov.it/richiedi-spid
  • Carta di Identità Elettronica (CIE)
  • Certificato digitale in formato Carta Nazionale Servizi-CNS con lettore di smart-card collegato al proprio personale computer

Confartigianato Torino è a disposizione per fornire assistenza alle aziende nella redazione della pratica: le imprese sono invitate a rivolgersi ai nostri uffici una volta ricevuta la PEC da FinPiemonte.

Nell’apprezzare una misura a fondo perduto per imprese che stanno attraversando una fase così critica e l’estensione dei codici ricompresi, Confartigianato sta proseguendo il confronto con Regione Piemonte finalizzato a un ulteriore ampliamento della platea dei beneficiari di questo bonus.

***

QUI le FAQ (domande frequenti) sul Bonus Piemonte.

Entro quando devo fare domanda?
Ricevuta la mail di contatto, è necessario fare domanda – seguendo le istruzioni fornite – entro il 15 luglio 2020.

Quali spese posso coprire con il bonus?

Il bonus è stato erogato con la finalità di consentire alle imprese di ripartire, anche in relazione alle esigenze igienico-sanitarie derivanti dall’emergenza. Ogni beneficiario è libero di utilizzarlo nella maniera che ritiene più utile alla sua impresa, purché venga speso per coprire costi per beni strumentali nel periodo 11 marzo 2020 – 31 dicembre 2021.
I beni strumentali sono tutti i beni materiali ed immateriali che le imprese e i professionisti utilizzano per svolgere la loro attività. Si tratta di beni che vengono utilizzati nel tempo.

A fini puramente esplicativi e non esaustivi, rientrano tra le spese ammissibili:

– per i BENI STRUMENTALI IMMOBILI:

  • canoni finanziari e rate di mutuo per acquisto di beni immobili come ad esempio uffici, negozi, magazzini, capannoni, anche acquisiti in precedenza (non sono ammessi affitti, leasing e noleggi)
  • spese per la riorganizzazione degli spazi e la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro
  • acquisto di barriere fisiche adeguate di protezione per il distanziamento e per prevenire il contagio
  • interventi di adeguamento su impiantistica (ad es. condizionamento, impianti elettrici)
– per i BENI STRUMENTALI MOBILI:
  • spese per l’acquisto o ammodernamento di beni mobili durevoli come, ad esempio autoveicoli, veicoli commerciali e industriali, attrezzature ed impianti, arredi dell’ufficio, computer, smartphone, scrivanie, armadi, banchi per gli operatori dei mercati, attrezzi per il lavoro, etc.
  • canoni finanziari per acquisto di beni strumentali mobili come indicati al punto precedente, anche acquisiti in precedenza (non sono ammessi affitti, leasing e noleggi)
  • spese per acquisto di materiale necessario per garantire la puntuale informazione sulle misure di prevenzione (ad esempio cartellonistica, segnaletica)
  • costruzione di dehors e relativi arredi
  • spese per attrezzature finalizzate alla sanificazione dei locali e/o dei veicoli
  • spese per siti internet per e-commerce e per vetrina, sistemi di prenotazione, pagamento e compilazione di modulistica preferibilmente on line
  • schermi video, impianti audio video
  • spese per attrezzatura durevole (ad esempio phon, attrezzatura da cucina, posaterie, etc)
  • spese per strumenti di protezione individuale del personale, purché non ‘usa e getta’ ma durevoli (ad esempio visiere, scarpe antinfortunistiche, etc)
  • Spese per strumentazione per rilevazione temperatura
– per i BENI STRUMENTALI IMMATERIALI
  • spese di acquisto di marchi, brevetti, diritti di utilizzo di opere di ingegno, come licenze software e altri diritti di proprietà intellettuale
Si deve rendicontare la spesa?
Non è richiesto un rendiconto, sarà però necessario conservare i giustificativi di spesa (fatture e scontrini o documenti equipollenti) dei beni e servizi acquisiti con il bonus perché saranno svolte verifiche a campione sull’effettiva destinazione del bonus.

È cumulabile con il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro previsto dall’art.120 del Decreto legge n. 34 del 19/5/2020 “Rilancio”?

Sì, il Decreto Rilancio prevede un credito di imposta pari al 60% delle spese sostenute nell’anno 2020 per spese necessarie alla riapertura in sicurezza delle attività, con un massimo di 80.000 euro. Il credito è cumulabile con altre agevolazioni per le medesime spese nei limiti dei costi sostenuti. Pertanto il bonus è cumulabile con tale credito nei limiti dei costi sostenuti.

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