Appendino e Fassino: le proposte per le PMI

Articolo del 07-06-2016 in Categorie condividi su TwitterCondividi su FacebookCondividi su Google+

I punti che realizzerebbe Chiara Appendino nelle vesti di primo cittadino di Torino consistono nell’istituire un fondo da 5 milioni di euro per le pmi , un bel po’ di soldi che, a suo dire, potrebbero arrivare tagliando gli stipendi dallo staff della Giunta, un altro per “rimborsare gli over 65 vittime di furti, scippi e rapine” e investimenti per “la formazione degli agenti della polizia municipale con nuovi nuclei di prossimità e più agenti sul territorio”. Questo l’incipit  dell’intervento che Appendino, sollecitata  e pungolata dalle domande della giornalista de ‘La Stampa’ Letizia Tortello, ha tenuto martedì 24 maggio scorso in occasione dell’incontro che si è svolto nella sede di Confartigianato Torino con il Presidente De Santis e gli associati.

Appendino ha poi snocciolato uno a uno i temi cari al movimento pentastellato, primo fra tutti quello della semplificazione burocratica, inneggiando ad una macchina comunale a misura di impresa, con la promessa di istituire uno sportello dedicato ai fondi europei. Ha poi promesso di lavorare in sinergia  con Regione e Governo.

Il richiamo  “ad una città ordinata e sicura dove i bambini possono giocare in giardini con l’erba tagliata”, al mantenimento in buono stato dei beni pubblici, al presidio del territorio per mantenerlo in sicurezza  sono stati gli argomenti esposti e che caratterizzano il suo programma.

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Il secondo incontro con il sindaco uscente Piero Fassino si è svolto, invece, martedì 31 maggio in presenza del moderatore Pierpaolo Luciano, caporedattore di ‘Repubblica’. Fassino, su suggerimento del giornalista, ha risposto uno ad uno ai macroargomenti che stanno a cuore agli artigiani illustrati  in un’intervista rilasciata dal Presidente De Santis il giorno stesso a ‘Repubblica’. Fassino è partito proprio dalle periferie negando che “siano state dimenticate : progetti come quelli della Juventus per la Continassa, dell’ex Manifattura Tabacchi alla Barca, o ancora la metro che arriverà in piazza Bengasi, sono la dimostrazione che non è così, e anche dal punto di vista culturale la periferia non appare così svantaggiata”.

Ha promesso poi misure di riduzione fiscale e l’istituzione di sportelli unici “che sappiano dare indicazioni e risposte sull’insieme e non solo sul particolare”, e un maggior ricorso all’autocertificazione.

Sulla sicurezza ha annunciato che un centinaio di vigili urbani verranno dislocati sul territorio e un aumento del sistema di videocamere. Sui pagamenti alle imprese, altro nodo cruciale per le pmi, Fassino ha sottolineato come “il Comune ha di molto accorciato i tempi”.

Sul patto di continuità per garantire un futuro alle piccole botteghe e per promuovere il lavoro, Fassino si è detto pronto a istituire un tavolo di lavoro che coinvolga tutte le associazioni di categoria “perché non venga disperso il patrimonio di saperi degli artigiani”.

Ma la priorità, ha sottolineato Fassino,  è il lavoro: “ dopo anni di crisi che hanno impedito di creare nuova occupazione, ci sono segnali di ripresa della crescita e degli investimenti. E dunque creare lavoro diventa oggi nuovamente possibile”.

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Entrambi gli incontri hanno visto una forte partecipazione da parte degli associati che, a fine serata, hanno rivolto domande puntuali e precise ai due candidati a sindaco di Torino.

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